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FABRI FIBRA

FABRI
Applausi, applausi, applausi per Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra.

Il rapper di Senigallia, prima di diventare Fabri Fibra muove i primi passi nel mondo della musica con alcune band marchigiane facendosi notare nell’ambiente del rap e dell’Hip hop con il gruppo gli “Uomini di mare”, con i quali, nel 1999, incide il primo LP, “Sindrome di fine millennio” affiancato anche dal fratello Nesli.

Questo primo lavoro attira moltissima attenzione e nel 2002 Fabri Fibra debutta come solista con il disco “Turbe Giovanili”: è un successo cui seguirà nel 2004 Mr. Simpatia e che porta Fabri Fibra a firmare un contratto con la Universal.

Il 2006 è l’anno della consacrazione, con “Applausi per Fibra” tratto dall’acclamato album “Tormento”. Dopo qualche settimana, il disco arriva al punto più alto della classifica italiana e nello stesso anno viene rieditato in “platinum edition” per celebrare il raggiungimento del disco di platino. Stesso destino l’anno dopo per “Bugiardo” e la sua versione rieditata “Bugiardo 2” che diviene prima disco d’oro conquistando poi il disco di platino.

Il linguaggio schietto e rude si amalgama perfettamente con la tecnica e il ritmo del rapper marchigiano che nel 2009 esce con “Chi vuol essere Fabri Fibra” accompagnando da un docu-film sulla sua vita e una cover dei Tiromancino.

Tra una collaborazione e l’altra con MTV sforna un altro album “Controcultura” mentre iniziano a spuntare biografie, sia ufficiali che non, sulla sua vita; la più autorevole è quella edita da Rizzoli nel 2011 “Dietrologia – i soldi non finiscono mai” con la prefazione di Marco Travaglio. Lo stesso anno Fabri Fibra diventa produttore fondando un’etichetta tutta sua chiamata “tempi duri” e continuando a sfornare successi come “Guerra e pace”, “Squallor” e “Fenomeno” tratto dall’omonimo album del 2017.

Quest’anno ha conquistato sia le radio che YouTube col singolo tratto dall’omino album “notti brave”, assieme a Carl Brave e Francesca Michielin in un video in cui i tre artisti si trasformano nei Simpson.